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Verso Ny Ålesund, leggere la neve per capire l’Artico

Testo e immagini di Claudio Artoni 

ARRIVO A NY ÅLESUND, AL CONFINE DEL MONDO  

Le due turboeliche del Dornier 228 200 prendono potenza e, in pochi minuti, l’Adventfjorden appare dai finestrini in tutta la sua bellezza. Il bianco del ghiaccio si fonde con il blu scuro del mare e l’azzurro del cielo in un gioco di colori essenziale e netto. Mentre lo sguardo segue ogni ruga del ghiaccio, l’aereo punta verso la meta: Ny Ålesund, villaggio dedicato alla ricerca scientifica e ultimo centro abitato prima del Polo Nord. 

Qui si concentrano basi di una decina di nazioni, tra cui l’Italia con la Stazione Artica Dirigibile Italia, gestita dall’Istituto di Scienze Polari del Consiglio Nazionale delle Ricerche.

DIRIGIBILE ITALIA: CASA PER QUALCHE SETTIMANA 

Insieme al mio compagno di spedizione Marco Potenza varchiamo la porta della base che sarà casa per le prossime settimane, in questo marzo 2026. Sono ormai cinque anni che torniamo alle Isole Svalbard, finestra privilegiata sull’Artico, per il progetto di ricerca OPTICE, che studia la neve stagionale per comprenderne l’evoluzione in relazione ai cambiamenti climatici. 

Formiamo un team complementare. Io, come nivologo e guida polare, mi occupo delle stratigrafie del manto nevoso, dell’apertura delle tracce sui ghiacciai e della gestione della sicurezza, inclusa la presenza dell’orso polare, presenza reale e dominante di queste latitudini. Marco professore di fisica, lavora sulle analisi ottiche di grani e cristalli e su come le particelle minerali e antropiche interagiscono con la neve. 

STRUMENTI, METODO, RESPONSABILITÀ 

Abbiamo ancora negli occhi la spedizione del 2025, quando a inizio marzo ha piovuto per una settimana intera, trasformando la penisola sul Kongsfjorden in una lastra di ghiaccio quasi inaccessibile. Anche qui gli effetti dei cambiamenti climatici sono sempre più evidenti, ma quest’anno la situazione sembra migliore: la neve copre montagne e costa. 

Preparo l’attrezzatura tecnica per soccorso in crepaccio e in valanga e la carico sulle motoslitte insieme a tavoletta cristallografica, lente, termometro, cutter per la densità e piccole provette dal tappo arancione che conterranno i campioni. Intanto Marco termina la calibrazione di una sonda elettronica che abbiamo sviluppato per stimare forma e dimensione di grani e cristalli senza dover aprire ogni volta una trincea.

QUATTRO GHIACCIAI, UN’EVOLUZIONE VISIBILE 

Dopo diversi giorni di lavoro riusciamo a campionare e studiare quattro ghiacciai, osservando l’evoluzione del manto nevoso e valutando l’attività valanghiva. Nei campioni degli anni scorsi abbiamo trovato, oltre alla polvere minerale di origine naturale, anche black carbon da incendi e combustioni e microplastiche. Segni che l’impronta dell’uomo è evidente anche alle alte latitudini.  

 RIENTRO

Il tempo corre tra foche, renne, trichechi e volpi artiche ed è già ora di rientrare. Portiamo a casa con noi campioni e dati, ma anche qualcosa di meno misurabile: l’amore per queste terre e la voglia di tornarci presto. 

CALZATURE

Hayatsuki GTX

Chi è Claudio Artoni

Claudio Artoni è un nivologo e guida polare certificata.

È responsabile tecnico del sistema di laboratori EuroCold Lab del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e della Terra dell’Università Milano - Bicocca. Si occupa dell’analisi della polvere minerale contenuta nella neve, delle caratteristiche microfisiche e della stabilità del manto nevoso. Segue campionamenti e monitoraggi in ambiente d’alta quota e polare, oltre alla gestione logistica e operativa del laboratorio.