Ice climbing, l’arte di arrampicare sul ghiaccio

Ice climbing, l’arte di arrampicare sul ghiaccio

L’ice climbing (letteralmente arrampicata su ghiaccio) è l’arte di salire le cascate d’acqua che nella stagione invernale si ghiacciano, diventando effimere pareti d’arrampicata.
Uno sport all’aria aperta che ha conosciuto negli ultimi anni un’evoluzione incredibile ed un forte aumento dei praticanti. Molti appassionati di arrampicata si spostano, durante i mesi invernali, nelle strutture ghiacciate calzando calzature ramponabili ed impugnando piccozze apposite.
Non uno sport per pochi ma senza dubbio un’attività che necessita di una buona preparazione fisica, di una guida esperta per cominciare ed avere la conoscenza necessaria oltre ad attrezzatura pensata specificatamente per l’ice climbing e per l’alpinismo invernale.

AKU ha sviluppato calzature tecniche adatte ai climi rigidi dell’inverno che garantiscono protezione dagli agenti atmosferici ed elevata termicità nell’uso prolungato in ambienti freddi. Questo non è però sufficiente, altri due elementi fanno la differenza nell’arrampicata su ghiaccio: leggerezza e comfort. Aurai DFS GTX con i suoi 700 g è certamente la calzatura d’eccellenza per gli appassionati di ice climbing e di alpinismo invernale. Per quanto riguarda il comfort Aurai adotta la tecnologia esclusiva AKU Dual Fit System (DFS) che permette una rapida doppia regolazione della calzata: fasciante ed ultra sensibile nei tratti di arrampicata, confortevole e morbida per agevolare la circolazione del sangue nei momenti di riposo o di avvicinamento.

Alessandro Beltrame, filmaker e alpinista che collabora da diversi anni con AKU, ha scelto Aurai DFS GTX per le sue scalate invernali. Lo vediamo impegnato nella Cascata Salto dei Pachidermi in Val Varaita (Piemonte) e nella Cascata della Nicchia nel comune di Gressoney la Trinitè (Valle d’Aosta).

Santi Padros, guida alpina ed ambassador AKU, predilige Hayatsuki GTX per la sua poliedricità nei diversi ambienti alpini, perfetto su terreni difficili e nelle vie alpinistiche miste di ghiaccio e roccia. Lo scorso anno in Canada ha scalato nel tempio di Weeping Wall vie leggendarie come Nemesis, 140m con difficoltà WI6 dove il ghiaccio può essere sottile, sempre strapiombante ed è difficile attrezzare soste e protezioni.
Quest’anno Santi ha invece esplorato le montagne di casa nella zona di Armentarola vicino San Cassiano (BZ), in Val Travenanzes (BL) e Val Pramper (BL) alla ricerca di nuove salite.
Le grandi strutture hanno ancora bisogno di flusso, ma mi sa che sarà tosto per loro ingrandirsi come gli altri anni. Comunque altre cascate al sole si stanno formando e sono scalabili, chissà fino a quando…

Le temperature più alte della norma ci fanno riflettere sulla nostra impronta e mettono ancor più in luce l’aspetto transitorio delle cascate di ghiaccio. Come il monaco modella stupendi mandala che cancellerà una volta terminati anche l’ice climber disegna traiettorie su stupende cattedrali ghiacciate che si perderanno con i caldi raggi del sole primaverile.