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il processo di eliminazione delle sostanze pfas nei modelli aku

Materiali ad alte prestazioni, senza l'utilizzo intenzionale di PFAS

Da anni AKU parla di Design to Reduce. Un approccio concreto che guida lo sviluppo delle nostre calzature con un obiettivo chiaro: ridurre l’impatto dei nostri prodotti.

Questo significa scegliere materiali che permettano di abbassare le emissioni di CO2 equivalente, ma anche valutare con attenzione le sostanze chimiche utilizzate, privilegiando soluzioni più sicure per le persone e per l’ambiente. Tra queste sostanze da monitorare rientrano i, ormai conosciutissimi, PFAS.

I PFAS, sostanze perfluoroalchiliche e polifluoroalchiliche, noti più semplicemente come “forever chemicals”, sono molecole sintetiche estremamente persistenti. Una volta rilasciate nell’ambiente impiegano centinaia di anni per degradarsi, si bioaccumulano nel suolo e nelle acque e possono quindi entrare nella catena alimentare. Proprio per queste loro caratteristiche, sono oggi al centro di un crescente dibattito scientifico e normativo legato ai potenziali effetti sulla salute umana e sugli ecosistemi.

Nel mondo delle calzature outdoor, i PFAS sono stati storicamente utilizzati per garantire impermeabilità e durabilità, due requisiti fondamentali per prodotti destinati alla montagna. La loro sostituzione non è quindi né immediata né banale. Tuttavia, quando il mercato evolve e la richiesta è chiara – e in questo caso lo è – l’innovazione segue: negli ultimi anni le alternative sono aumentate, rendendo possibile una transizione progressiva, credibile e sicura.

AKU lavora da anni in questa direzione.

Nel 2025 abbiamo raggiunto un traguardo importante: per la collezione outdoor abbiamo acquistato esclusivamente materiali PFAS-NIA.

NIA significa “Not Intentionally Added”, ovvero che i PFAS non sono stati intenzionalmente aggiunti durante la formulazione o trattamento dei materiali. Questa specifica è importante perché, in filiere produttive complesse, possono verificarsi tracce non intenzionali dovute a contaminazioni incrociate o alla presenza di PFAS nell’ambiente. Per questo motivo, l’espressione PFAS-NIA, piuttosto che PFAS-FREE, rappresenta oggi un modo più corretto e sicuro per descrivere l’impegno delle aziende nella loro eliminazione.

Nella produzione outdoor made in Europe, la quasi totalità dei materiali utilizzati è oggi PFAS-NIA: stiamo parlando dell’89%, in crescita rispetto agli anni precedenti. La quota restante è legata principalmente a giacenze di magazzino che contengono ancora queste molecole e che vengono progressivamente esaurite, per evitare sprechi e la generazione di rifiuti.

Lo stesso approccio guida anche la produzione asiatica, dove la selezione dei materiali segue criteri PFAS-NIA già dal 2024.

Nella categoria Professional, invece, la transizione segue tempistiche diverse. Alcuni materiali, fondamentali per garantire i più elevati standard di sicurezza e protezione in condizioni operative estreme, per utilizzatori come forze dell'ordine, operatori di sicurezza, militari e soccorritori, non sono ad oggi ancora sostituibili senza compromettere le prestazioni richieste in questi contesti.

AKU si è posto l'obiettivo di raggiungere, entro il 2026, il 100% di materiali PFAS-NIA nelle calzature outdoor.

Ridurre l’utilizzo di sostanze persistenti nei materiali significa assumersi una responsabilità concreta lungo tutta la filiera, contribuendo a limitare la presenza di queste molecole nell’ambiente.