Torres del Paine
Iniziamo dal Cile. Dopo due giorni di viaggio e una giornata intera trascorsa in minivan, raggiungiamo finalmente il primo grande obiettivo: il Parco Nazionale Torres del Paine.
La prima cosa che salta all’occhio è quasi surreale: qui tutto sembra finto. Ogni elemento pare essere stato posizionato esattamente nel posto giusto, come se qualcuno avesse costruito il paesaggio a tavolino, scegliendo con cura forme, colori e proporzioni.
Le imponenti vette sono davanti a noi, sembra di trovarsi in alta montagna, e invece siamo appena a una cinquantina di metri sul livello del mare. I laghi hanno un’acqua di un azzurro quasi irreale, soprattutto quando un raggio di sole riesce a illuminarne la superficie.
Giriamo il parco in lungo e in largo, ma dobbiamo prestare molta attenzione anche a un dettaglio tutt’altro che fotografico: la benzina. I rifornimenti più vicini si trovano a circa tre ore di distanza e questo, più di qualsiasi cartello, ci fa capire quanto siamo isolati e quanto siamo immersi in una natura ancora selvaggia.
E poi c’è la luce, una luce incredibile, che per nostra fortuna ci accompagnerà per tutte le giornate. All’alba lame di luce infuocata accendono le vette più alte di un rosso intenso, quasi fosse lava incandescente a colare lungo le pareti. Camminiamo su passerelle sospese nel paesaggio, accanto i corsi d’acqua e fragorose cascate. È autunno e, giorno dopo giorno, la vegetazione comincia lentamente a cambiare colore.